Ormai sono anni che passo il mio periodo estivo negli Stati Uniti, e Las Vegas ormai è come una seconda casa. Tra alberghi, caldo asfissiante, casinò, e centri commerciali giganteschi, Sin City mantiene il suo fascino anche nel momento in cui cominci a conoscerne tutti i segreti, anche se, e chi c’è stato non può non essere d’accordo, Vegas non può essere vissuta piacevolmente per più di un mese (che poi ritengo sia anche troppo), tra il mangiare un attimino troppo “ridondante”, l’ aria condizionata sparata al massimo (o forse sarebbe meglio dire al minimo), con un’escursione termica tra l’esterno e gli interni che sfiora i 30 gradi, e la nostalgia del “Bel Paese”, spesso ci si ritrova a desiderare la via del ritorno ben prima di quando è stata programmata inizialmente.
Quest’anno mi sono ripromesso, poco prima di partire, che avrei giocato a poker solo in quegli eventi che consideravo veramente alla mia portata, per potermi concentrare meglio, e provare ad esprimere il mio poker migliore, ma per vari motivi l’impresa non è riuscita.
La prima parte del mio soggiorno l’ho dedicata esclusivamente allo svago. La parte immediatamente precedente alla partenza ho avuto una miriade di impegni di lavoro; dall’organizzazione dei tornei dall’ EPT di Sanremo in poi sono stati pochini i momenti in cui son riuscito a ritagliare un po’ di spazio per me; ne ho approfittato negli Stati Uniti.
Dapprima ho coronato un sogno, quello di mettermi al volante (almeno per qualche giorno) di una delle mie macchine preferite, la Corvette gialla, con la quale ho percorso circa 600 km da Las Vegas a Los Angeles, città a me molto cara, dove mi son divertito a guidare nella città immortale degli attori. Unico problema è che, con Arianna, mi sono completamente ustionato durante il viaggio di andata. Il sole, soprattutto nella parte desertica appena fuori Las Vegas, vi assicuro che su una macchina priva di protezione, picchia come un fabbro.
Al ritorno non ci è andata meglio. Avevamo sperato in una giornata meno secca e afosa e siamo stati accontentati con una spettacolare precipitazione che ha reso l’abitacolo della Corvette una specie di acquario…..
Qualche anno fa partecipai a un WPT andando anche piuttosto bene, Los Angeles è una delle poche città statunitensi che mi fa piacere visitare regolarmente. Spesso si fanno degli incontri piuttosto bizzarri, come quello che è capitato a me proprio l’ultima giornata a L.A.: un giovane molto distinto, in doppiopetto gessato, giocava proprio al centro di Downtown (la parte nevralgica della città degli angeli) a golf con mazze e palline invisibili. Il bello è che era straconvinto delle sue azioni, ed esultava quando la pallina andava in buca !!!!!!
Rientrati a Las Vegas ho preso posto al Venetian dove, a mio parere, esiste la più confortevole e ospitale tra le poker room della città. Tutto, dai tavoli ai dealers, dalla sala spaziosa ai servizi, dalle cameriere al mangiare, è studiato nei minimi particolari affinché il cliente venga accontentato in ogni desiderio.
I primi giorni ho provato a far girare un po’ di carte al cash ottenendo risultati accettabili e trovando dei tavoli parecchio morbidi, che mi hanno permesso di chiudere le mie sessioni in attivo.
Successivamente ho partecipato a un evento secondario delle WSOP, uscendo mestamente in una situazione ormai classica per me, che vedeva il mio avversario chiudere la solita draw di colore al river contro la mia doppia coppia al flop. Ma questo era solo un torneo di preparazione all’evento che aspettavo fin dall’anno scorso, il main event delle WSOP 2009.
Tutti voi saprete come è andata al main, resistere agli scoppi subiti con le mie coppie di K è stato fin troppo miracoloso, schivare una decina di proiettili che passavano di qua e di la, anche. La cosa che mi da fiducia è il fatto di aver giocato in una maniera che mi soddisfa pienamente, solo le monster mi hanno condannato, ma questo è anche il bello del poker.
Un bilancio tutto sommato positivo, soprattutto per la parte che riguarda il riposo.
Venerdì sarò a Nizza per un torneo al quale mi hanno chiesto di partecipare, poi tornerò a Treviso per mettere in moto gli ultimi preparativi per l’Italian Poker Tour in programma a Venezia a fine luglio.
Vi aspetto tutti lì, un abbraccio
( – PokerNews -)
Premessa d’obbligo da fare è che passare un mesetto a Las Vegas tra poker e riposo è un’esperienza che parecchia gente appassionata di hold em si sogna la notte ….. quindi una punta di invidia mi viene spontanea. Detto questo, penso che queste WSOP2009 abbiano evidenziato che la texana sia un gioco dove la componente abilità sia predominante rispetto ai detrattori della componente fortuna. Altrimenti non si spiegherebbe come rounders del calibro di Ivey e Lisandro per dirne due abbiano fatto il bello e il cattivo tempo in questi campionati. Secondo me esistono una ventina o max trentina di giocatori che sono i “Valentino Rossi” del poker che hanno quella marcia in più nei momenti topici. L’anno prossimo spero di esserci anch’io perchè per noi appassionati, comunque vada il torneo, è un emozione da provare.
P.S. si parte almeno con la convinzione di andare ITM, sia chiaro …
Per quanto ti riguarda Luca, ormai, è il momento di chiedere i danni alla dea bendata poichè conosco la solidità del tuo gioco e quindi sicuramente arriveranno i momenti esaltanti anche per te.
Ora ti saluto e buon lavoro per la preparazione dell’Italian Poker Tour in programma a Venezia.
Ciao Daniele

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