E’ dura nel poker business: perché chiuse Duplicate Poker.

dup1.bmp Poker Texano

Immaginate un gioco di poker senza le bad beat, dove la fortuna è limitata al massimo. Pura abilità: è quello che recitava lo slogan di Duplicate Poker, la pokerroom online nata sul finire del 2004 con sede a New York, e con l’intento di superare gli ostacoli della legge americana UIGEA e di presentare una nuova versione di poker online con caratteristiche di gioco innovative ed originali.

Il funzionamento di Duplicate Poker era infatti basato sulla distribuzione delle stesse carte su piu’ tavoli diversi contemporaneamente e lo scopo non era quello di battere tutti gli avversari in ogni singolo tavolo, ma di vincere piu’ chips possibili (o perderne il meno possibile). Ogni avversario riceveva le stesse due carte, con stesso flop turn e river, su tavoli diversi. Questo è come dovrebbe essere giocato un  poker scientifico. Un tutorial video offriva i primi consigli sulla nuova modalità di gioco. Tutti i giocatori statunitensi potevano depositare con le carte Visa e Mastercard.

Duplicate Poker nacque subito dopo il lancio di Duplicate Bridge, che analogamente offriva lo stesso sistema di gioco.

Sembrava una manna dal cielo e all’inizio è stato cosi’. Il poker trasformato in pura sfida mentale. Come mai è morto, si sono chiesti in tanti?

Il comunicato ufficiale annuncio’ che a causa della grave situazione di crisi economica mondiale, Duplicate Poker aveva deciso di sospendere la sua attività. Certo il momento storico che stiamo attraversando non è dei migliori dal punto di vista economico, ma allo stesso tempo non tutte le pokerrooms online hanno chiuso i battenti e non certamente le piu’ famose. La verità è che Duplicate Poker, nonostante la massiccia campagna pubblicitaria sul mercato, il supporto di autorevoli giocatori e opinionisti del business, l’innovazione offerta, non è mai stato realmente recepito dai giocatori.

Chi di voi ha mai provato (anche solo con soldi finti) a cimentarsi in una partita su Duplicate Poker? Io scommetto nessuno! Ripeto nemmeno uno di voi. Io stesso non ci ho provato. Eravamo troppo presi a migliorare le nostre prerformance nel classicissimo texas hold’em per dare credito ad una nuova forma di poker. Il cambiamento spaventa sempre. Il sito oltretutto non offriva nemmeno il supporto in lingua italiana. Troppo macchinoso, poi, mettersi a studiare nuove strategie di gioco. Non c’erano libri divulgativi né tantomeno  articoli online o su riviste, nessuna vera strategia per questo nuovo gioco.

Rimaneva una nicchia per appassionati o sperimentatori. E cio’ non è sufficiente per farne un business.

Questa mancanza di internazionalizzazione di Duplicate è stata a mio avviso la vera condanna per questa nuova pokerroom. Il solo mercato americano, peraltro in recessione, non è in grado oggi di sostenere l’economia di un nuovo poker network. Guardate per esempio Cake Poker: nato come piattaforma indipendente, è oggi stata costretta ad accogliere delle skin (delle pokerrooms integrate nel network) da tutto il mondo, per sostenersi.

La realtà è che oggi è veramente dura là fuori, una guerra di promozioni, freerolls, rakeback e quant’altro. E la legge sembra essere sempre piu’ restrittiva per il mercato online.


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