PS e Full Tilt: i soldi dei giocatori americani restano bloccati

dollari-bloccati.jpg Poker Texano

Secondo il San Diego Union-Tribune, i cashout dei giocatori americani dalle pokerrooms di Full Tilt e PokerStars, gestiti dalla società di appoggio Account Services, rischiano di restare bloccati per anni a causa del provvedimento giudiziario del tribunale Southern District of New York.

Il caso era scoppiato a giugno, quando oltre 30 milioni di dollari di transazioni dai conti gioco relativi a circa 24.000 utenti di poker online, erano stati sospesi dal tribunale federale con l’accusa di violazione della legge internazionale sul riciclaggio di denaro.

poker-players-allianceA nulla sono valse le argomentazioni degli avvocati della Poker Players Alliance. Il 21 agosto scorso, 14 milioni di dollari avrebbero dovuto essere sbloccati dai conti della Wells Fargo e della Union Bank in California. Il caso è stato affidato al giudice Jeffrey Miller. Sabato lo stesso giudice ha respinto la mozione di liberatoria dei fondi.

Gli utenti danneggiati sono stati compensati da Full Tilt e PokerStars con accrediti dei fondi bloccati nei loro conti gioco, ma la situazione attuale appare alquanto complessa. La banca Well Fargo è stata utilizzata per i pagamenti delle pokerrooms nel 2008 e 2009, mentre gli assegni ed e-checks venivano in larga parte gestiti dalla Account Services.

Douglas Rennick della Account Services è stato accusato all’inizio di agosto di frode bancaria, riciclaggio di denaro ed operazioni illegali di gioco. Si trova ora di fronte ad una pena di 55 anni di galera! e 1,75 milioni di dollari di multa. Il giudice ha aggiunto che i soldi bloccati presso la sua società potranno essere resi disponibili solo a conclusione del procedimento giudiziario. Rennick è cittadino canadese e non intende sottoporsi alla legge americana (e ci credo, con quella condanna sulla testa). Opera nel mondo dell’online dal 2007.

Oltre 350 milioni di dollari sono stati trasferiti dallo stesso Rennick da una banca di Cipro per i suoi business e sembra che il canadese fornisse false indicazioni circa la natura delle transazioni verso le banche americane, onde pagare i giocatori. Transazioni che altrimenti sarebbero state rifiutate.

La Poker Players Alliance sta tentando una soluzione “amichevole” della questione, portando a supporto delle loro tesi anche il fatto che il blocco dei fondi è stato effettuato senza alcun preavviso e che il poker online non è da considerarsi attività idonea al riciclaggio del denaro.

Staremo a vedere come evolverà la situazione.



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