La Poker Hall of Fame si trova oggi al Binion’s Horseshoe Casino di Las Vegas. Fu creata da Benny Binion nel 1979 per omaggiare i migliori giocatori di carte nella storia e anche per attirare i turisti al casinò. Un nuovo personaggio viene premiato quasi ogni anno, dopo l’inserimento di 7 membri nell’anno di inaugurazione. Nel 1998 e nel 2000, 2 giocatori hanno ricevuto il riconoscimento. Nel 1994, 1995 e dal 1998 al 2000 nessuno è stato insignito di questa onorificenza.
Tutto è pronto per le nominations di quest’anno alla Poker Hall of Fame. E’ la seconda volta in assoluto che le votazioni sono aperte al pubblico e da oggi fino al 31 agosto i fans potranno decidere a chi attribuire questo prestigiosissimo riconoscimento.
Non è sufficiente votare e basta. Ricordate l’anno scorso quando Tom Dwan è stato nominato ma non aveva soddisfatto i requisiti di partecipazione?
Un giocatore per essere inserito nella Poker Hall of Fame deve aver fatto quanto segue:
• giocato a poker nelle migliori competizioni riconosciute
• giocato ad alti livelli
• giocato coerentemente bene, guadagnando il rispetto dei suoi pari
• passato il test del tempo
Un non giocatore nominato deve aver contribuito alla globale crescita e successo del poker, con indelebili, positivi e duraturi risultati.
Ognuno può scrivere fino a 250 parole a sostegno del proprio beniamino. I membri della POF rivedranno poi le nominations per valutare eventuali aggiunte.
Il 13 settembre i “finalisti” al ballottaggio vengono poi esaminati da 16 membri già iscritti alla Poker Hall of Fame e da un ristretto gruppo di media. Alla fine i 2 che hanno ricevuto il maggior numero di voti vengono iscritti nel board con una cerimonia solenne che si terrà durante il Final Table delle Wsop a novembre 2010.
La Poker Hall of Fame fu acquisita dalla Harrah’s Entertainment (insieme alle WSOP) nel 2004. Nonostante i criteri di selezione non siano stati così rigorosi come nei primissimi anni, i 38 membri che hanno ricevuto questo onore sono comunque alcune delle personalità più influenti nel mondo del poker. Tutti tranne 2 sono giocatori di carte del 20esimo secolo.
Questa la lista completa dal 2009 andando indietro fino al 1979:
Mike Sexton, 2009
Mike “The Ambassador of Poker” Sexton è il 38° membro della Hall of Fame. Nonostante l’agguerrita concorrenza di campioni del calibro di Phil Ivey, Daniel Negreanu e Barry Greenstein, è stato l’unico ad essere inserito nel board del 2009. Ha vinto oltre $3,7 milioni in carriera, 1 braccialetto Wsop nel Seven Card Stud ed è arrivato a cash 47 volte nelle World Series. Ha vinto anche il 2006 WSOP Tournament of Champions. Sexton ha contribuito alla crescita del poker attraverso la sua presenza televisiva come speaker del World Poker Tour.
Henry Orenstein , 2008
Orenstein ha avuto successo sia dentro che fuori dal mondo del poker. E’ un sopravvissuto dell’olocausto che ha passato la fine della II Guerra Mondiale in vari campi di concentramento. Divenne un imprenditore nell’industria dei giocattoli e convinse la Hasbro a produrre i Transformers. E’ titolare di oltre 100 brevetti a suo nome ed è celebre per la sua invenzione (U.S. Patent 5,451,054) della Hole Card Camera, la microcamera che mostra le carte dei giocatori al tavolo in tempo reale. Questa invenzione ha trasformato il poker in modo sensibile, rendendolo oggi uno sport così popolare.
Duane “Dewey” Tomko, 2008
Tomko divenne un giocatore di poker di successo già all’età di 16 anni a Pittsburgh, mantenendosi negli studi grazie al gioco. Ha lavorato come educatore d’infanzia, ma spesso giocava a poker durante la notte. Tomko si rese conto che il poker era più profittevole del suo lavoro e decise quindi di diventare un professionista a tempo pieno. Ha partecipato alle World Series of Poker dal lontano 1974, cosa che ne fa il più longevo giocatore delle Series.
Barbara Enright, 2007
Barbara Enright è meglio conosciuta come l’unica donna ad aver mai raggiunto il Final Table delle World Series of Poker $10,000 no limit hold’em main event. Ci riuscì nel 1995, terminando poi in 5° posizione quando i suoi pocket 8 furono superati da 6-3 suited. Ha poi ottenuto un piazzamento in-the-money nel Main Event Wsop del 2005 dopo essersi qualificata tramite un satellite online con appena 10$. Barbara è stata la prima donna a vincere 2 braccialetti, la prima a vincerne 3, e la prima a vincere un evento open delle World Series.
Phil “Poker Brat” Hellmuth, 2007
Phillip J. Hellmuth, Jr. (nato il 16 luglio 1964) è un giocatore professionista americano. E’ ormai celebre come detentore del record di braccialetti vinti alle Wsop (11 titoli), per essere stato Campione del Mondo Wsop nel 1989 e per il suo caratteraccio che gli ha regalato il soprannome di “poker brat” (letteralmente “incazzoso”, ndr). Hellmuth stabilì il suo record alle World Series del 2007, vincendo il $1,500 No Limit Hold’em Event. Ha anche il record del maggior numero di piazzamenti a cash (68) e di tavoli finali (41), avendo superato di recente TJ Cloutier.
Billy Baxter, 2006
Nonostante sia diventato popolare nel mondo del poker per aver stackato il grande e compianto campione Stu Ungar nel 1990 e negli anni successivi, Baxter ha conquistato ben 7 braccialetti alle World Series of Poker. Per numero di Gold Bracelet è dietro solo a Johnny Moss (8), Phil Ivey (8), Johnny Chan e Doyle Brunson (10 ciascuno) e Phil Hellmuth (11). Tutti i suoi braccialetti sono stati conquistati nella specialità lowball.
T.J. Cloutier, 2006
Cloutier è uno specialista dei tornei, e principalmente dei No Limit e Pot Limit Hold’em. E’ la sola persona nella storia delle Wsop ad aver vinto degli eventi in tutti e 3 i tipi di Omaha giocati alle World Series (Pot Limit High, Limit High, e Limit 8-or-Better High-low split). Nonostante abbia vinto dozzine di tornei, non è mai riuscito a conquistare il Main Event delle Wsop. E’ riuscito però a piazzarsi 4 volte tra i primi 5, incluso due 2° posti nel 1985 e nel 2000.
Jack Binion, 2005
Per oltre 50 anni le innovazioni e lo stile di Jack Binion hanno stabilito lo standard d’eccellenza nell’industria dei casinò. Dopo aver ereditato i fasti del casinò Horseshoe da suo padre Benny, Jack trasformò questa casa da gioco del downtown di Las Vegas nell’icona che è oggi, un casinò dove si gioca a limiti elevatissimi e con buone chance per i giocatori. Ha ospitato le prime World Series of Poker nel lontano 1970.
Crandell Addington, 2005
Il famoso ambasciatore universale del poker e grande matador delle partite high stakes. Crandell Addington ha avuto una carriera pokeristica ricca di successi fin dal 1963 e si è ritirato dall’attività nella metà degli anni ‘80 dopo aver giocato con i migliori campioni di quel tempo. E’ stato apostrofato da Doyle Brunson come “una leggenda del No-Limit Hold’em” ed “uno dei campioni più coloriti e talentuosi della storia del poker”.
Berry Johnston, 2004
Il Campione del Mondo del 1986 alle World Series of Poker Berry Johnston è celebre per essere stato colui che è andato più volte in-the-money nel 2004. E’ riuscito a fare almeno un piazzamento ogni anno dal 1982. Stando ai dati del 2009, le sue vincite di tornei ammontano ad oltre $3,300,000. Con 57 volte a cash nelle Wsop ha raggranellato oltre $2,059,212 sommando i vari eventi. Johnston si è cimentato nel 2008 nel poker show della NBC “Poker After Dark”.
Bobby Baldwin, 2003
Riconosciuto da tutti come l’uomo che donò classe e prestigio al gioco del poker. Bobby Baldwin è oggi uno dei principali manager di Las Vegas. Dopo aver vinto le World Series of Poker nel 1978, Bobby è sempre stato sulla cresta dell’onda, impegnato nelle partite ai limiti più elevati e sempre prendendo grossi rischi. Nel 2005, dopo l’acquisizione del Mandalay Resort Group da parte di MGM Mirage, Baldwin divenne amministratore delegato e presidente dell’annunciato Project City Center, seppur mantendendo il proprio ruolo direttivo in Mirage Resorts. Baldwin ora supervisiona altri resort provenienti dal rilevamento del Mandalay Resort Group.
Lyle Berman, 2002
Berman ha sempre preferito le partite cash game ai tornei, pur essendone un buon giocatore. Ha conquistato 3 titoli alle World Series of Poker: Limit Omaha nel 1989, no-limit hold’em nel 1992, e deuce-to-seven draw nel 1994. Ha fatto 2° alle Wsop ben 4 volte. Nel 1991 vinse il $5,000 buy-in no-limit hold’em championship della Hall of Fame Poker Classic. Nonostante non giochi molti tornei ha un palmares di tutto rispetto.
Johnny Chan, 2002
Johnny Chan è un giocatore abituato a vincere. Risucì a fare “back-to-back” nel World Championships del 1987 e 1988 vincendolo. Johnny è stato anche il giocatore più vincente come premi alle Wsop del 2002. E’ stato anche immortalato nel film “Rounders” con Matt Damon, dove interpreta il ruolo di se stesso. I suoi nickname sono “The Great Wall of China” e “The Orient Express”. Iniziò a giocare a livelli $2/$4. E’ detentore di ben 10 braccialetti Wsop.
Stu Ungar, 2001
Quando si parla dei più grandi giocatori di tutti i tempi, il nome di Stu Ungar non può mancare. E’ considerato da tutti come il più grande campione di No Limit Hold’em della storia e il miglior giocatore di Gin Rummy di sempre. Ungar fu capace di vincere il Main Event delle Wsop 3 volte, con 5 braccialetti in totale. Vinse anche 10 dei maggiori tornei di No Limit Hold’em ai suoi tempi. Incredibilmente, Ungar ha giocato solo 30 eventi nella sua carriera. Stu era purtroppo tossicodipendente e cadde in disgrazia. Fu trovato morto nella sua stanza all’Oasis Motel di Las Vegas. Aveva con lui 800 dollari, tutto ciò che rimaneva di un prestito concessogli una settimana prima da Billy Baxter per tornare ai tavoli da poker.
Roger Moore, 1997
Nel 1974 Moore partecipò alle sue prime World Series of Poker e da allora non si è perso nemmeno un’edizione. Nato in una famiglia disagiata, Moore si conquistò la reputazione di uno dei giocatori più determinati e formidabili del circuito. Rivaleggiò con campioni del calibro di Johnny Moss, Doyle Brunson, Chip Reese, Amarillo Slim, Jack Straus, Puggy Pearson e Jack Keller. Nel 1994 vinse il $5000 Seven Card Stud World Championship e ha 15 piazzamenti a cash in totale (di cui 3 secondi posti).
Julius Oral “Little Man” Popwell, 1996
Popwell fu inserito nella Poker Hall of Fame nel 1996, 30 anni dopo la sua morte ed è considerato uno dei personaggi principali della scena pokeristica della prima metà del ‘900. La sua specialità era il five-card stud. Giocò contro campioni come Johnny Moss, Henry Green ed altri mostri sacri negli anni ‘40 e ‘50.
Jack Keller, 1993
“Gentleman Jack” è stato uno dei giocatori più importanti da quando fece la sua comparsa a Las Vegas da Philadelphia all’inizio degli anni ‘80. Divenne il Wsop Main Event champion nel 1984 all’età di 51 anni. Ha vinto inoltre 3 braccialetti Wsop e guadagnato oltre $1,5 milioni in carriera. Vinse anche 2 volte il Super Bowl of Poker Main event, quando lo SBOP era considerato il secondo torneo più prestigioso nel mondo. E’ un giocatore professionista attivo ancora oggi e vive nel Mississippi.
“Amarillo Slim” Preston, 1992
Un personaggio eclettico, un vero rounder del Texas. Thomas Austin “Amarillo Slim” Preston vinse il titolo del Main Event alle Wsop nel 1972. Il suo nickname gli deriva da Amarillo, la cittadina del Texas dalla quale proviene e “slim” per la sua esile corporatura. Visse gli anni d’oro del poker, quando era attività illegale negli Stati Uniti, viaggiando di città in città a caccia di partite e polli da spennare, insieme al suo amico e collega Doyle Brunson. Dopo la vittoria nelle Wsop divenne un celebre personaggio televisivo, ricevendo anche una parte nel film “California Split” di Robert Altman. Preston non ha partecipato a grossi eventi negli ultimi anni, preferendo riposarsi nel suo ranch in Texas.
David “Chip” Reese, 1991
David Edward “Chip” Reese arrivò a Las Vegas nel 1974 con $400 in tasca e iniziò a giocare nei tavoli $10 limit. Ben presto divenne uno dei giocatori più temuti dagli high-stakes players. Nato nell’Ohio, iniziò a giocare a poker per vincere le figurine di baseball, all’età di 6 anni. All’età di 40 anni è stato il più giovane membro della Poker Hall of Fame. Ha vissuto da giocatore professionista a Las Vegas ed è stato considerato il più grande campione di cash game di tutti i tempi. E’ scomparso prematuramente il 4 dicembre del 2007 all’età di 56 anni.
Benny Binion, 1990
Un colorito cowboy ed un grande giocatore. Benny Binion fondò l’ Horseshoe Casino nel downtown di Las Vegas. Nel 1970 inaugurò le World Series of Poker come convention dei più grandi giocatori nel suo resort. E’ scomparso nel giorno di Natale del 1989 all’età di 85 anni. Era un rounder molto talentuoso in tutte le varianti di poker. La famiglia Binion è stata la prima ad introdurre nei propri casinò i giochi di poker, grazie al miglioramento delle misure di sicurezza per prevenire i bari. Benny Binion è considerato un pioniere del “Las Vegas style”: fu infatti il primo nella capitale del gioco d’azzardo a posare la moquette sul pavimento dei suo casinò, il primo ad utilizzare le limousine per accompagnare i clienti, il primo ad offrire drink ai giocatori.
Fred “Sarge” Ferris, 1989
Nato nel New England da una famiglia di immigranti libanesi, Sarge divenne un giocatore professionista per sfuggire alla povertà. Vinse il braccialetto Wsop nel 1980 all’evento deuce-to-seven draw. Divenne famoso quando il 22 aprile 1983, l’Internal Revenue Service (l’ufficio delle tasse americano) gli confiscò $46,000 in chips durante una partita high-stakes cash game al casinò Horseshoe. E’ morto di infarto nel marzo del 1989, l’anno in cui fu inserito nella Poker Hall of Fame.
Jack Straus, 1988 – Un gambler aggressivo noto per le sue giocate creative. Jack vinse il Main Event Wsop nel 1982. Era celebre per le storie di poker che raccontava. Soprannominato “Treetop” per la sua statura elevata, morì nell’agosto del 1988 all’età di 58 anni dopo aver subìto un infarto durante una partita high-stakes cash game al casinò Bicycle Club di Bell Gardens, in California. Famossisimo l’episodio della sua carriera che ha coniato il celebre detto a chip and a chair, ossia un un gettone e una sedia. Nel Main Event del 1982 restò infatti con una chip da 25 dopo essere andato all-in.
Straus è inoltre ricordato anche per uno dei più celebri bluff di tutti i tempi. Mentre giocava ai high-stakes di texas hold’em, dopo aver vinto diversi grossi piatti di seguito, decise che avrebbe rilanciato al preflop la mano successiva qualunque essa fosse. Gli capitò un terribile 7-2 offsuit. La mano venne rilanciata. Un giocatore tight chiamò la puntata e il flop mostrò 7-3-3. Un flop piuttosto buono per un 7-2. Straus quindi puntò venendo però fortemente rilanciato dall’avversario, che, essendo generalmente tight, rappresentava una overpair. Straus, pur consapevole di essere con molta probabilità indietro, si convinse di poter rappresentare un tris di tre, chiamò quindi il grosso rilancio. Il 2 al turn non cambiò la situazione di Straus, poiché sul tavolo vi era già una coppia più alta, ma puntò lo stesso. Questa volta l’avversario ci pensò a lungo. Straus, sapendo di essere quasi spacciato in caso di chiamata avversaria, dopo un po’ offrì all’avversario un patto. Per il modico prezzo di 25$ Straus avrebbe fatto vedere all’avversario una sola carta qualsiasi delle due che aveva. L’avversario, dopo averci per un po’ pensato, accettò di pagare i 25$ e scelse una carta di Straus: il 2.
Dopo una lunga pausa l’avversario si convinse che Staus avrebbe potuto proporre tale accordo solo nel caso avesse avuto una coppia di 2 servita, assegnando quindi a Straus un full di due con i tre. Quindi, pur riluttante si ritirò dalla mano, e Straus passò alla storia per questo suo bluff davvero creativo.
Doyle Brunson, 1988
Il decano del poker, attivo ancora oggi alla veneranda età di 77 anni. Ha vinto il Main Event delle Wsop nel 1976 e nel 1977. Doyle è stato il primo giocatore nella storia ad aver vinto $1 milione con i tornei di poker. Brunson fu soprannominato “Texas Dolly” quando Jimmy “The Greek” Snyder confuse il suo nome di battesimo Doyle con “Dolly”. Vive attualmente a Las Vegas dove gioca regolarmente nelle partite cash a limiti elevatissimi della Bobby’s Room del Bellagio. Partecipa anche frequentemente ai vari poker show televisivi tra cui “High Stakes Poker”. Il suo unico rammarico è non poter più giocare a poker per 14 ore di fila come un tempo. Il suo libro “Super System” è considerato tuttoggi la Bibbia del poker.
Puggy Pearson, 1987
Un gambler vecchio stile, appassionato fumatore di sigaro, Walter Clyde “Puggy” Pearson vinse il Main Event delle World Series of Poker nel 1973. Considerato un eccellente giocatore di seven-card stud, è ricordato per il suo stile estremamente aggressivo, il temperamento forte e la filosofia spicciola. Fu inserito nella Hall of Fame all’età di 58 anni. Ha vissuto a Las Vegas dove è deceduto a 77 anni il 12 aprile del 2006.
Henry Green, 1986
Un gambler da strada venuto dall’Alabama. Henry Green fu un giocatore di successo in tutte le varianti del poker, noto anche per il suo carattere deciso. Ha giocato spesso con campioni del calibro di Johnny Moss e Little Man Popwell.
Red Hodges, 1985
Hodges è unanimamente considerato come uno dei migliori giocatori di tutti i tempi di seven-card stud, una variante del poker che sta oggi lentamente tornando in auge. Fu selezionato per la Poker Hall of Fame nel 1985. E’ deceduto.
Murph Harrold, 1984
Considerato dalla community come il più forte giocatore della storia di Deuce-to-seven Draw, variante del poker nota anche come Kansas City lowball. Murph fu inserito nella Hall of Fame nel 1984. Anche lui è deceduto.

Joe Bernstein, 1983
Un astuto gambler sempre a caccia di partite, Joe era rinomato per la sua grande eleganza nel vestire. Oggi è deceduto. Nacque in California e spese gran parte dei suoi anni per strada, alla ricerca di buone opprtunità di gioco all’epoca in cui il gambling era illegale ovunque negli Stati Uniti. Trascorse la maggior parte della vita a Las Vegas, dopo che il gioco d’azzardo fu sdoganato, e viveva lì al momento della sua morte. Vinse il braccialetto alle World Series of Poker nel 1973 nella specialità Limit Ace to Five Draw.
Tom Abdo, 1982
Dopo che soffrì di un attacco cardiaco durante una partita di poker, Tom si girò verso un giocatore presente e gli chiese di contargli i gettoni e tenergli il posto. Purtroppo non riuscì a tornare al tavolo in quanto morì quella stessa notte. Tom Abdo divenne il decimo giocatore della Poker Hall of Fame nel 1982. Era una persona completamente devota al gioco.
Bill Boyd, 1981
E’ giudicato come uno dei più grandi giocatori di Five-Card Stud del suo tempo. A lui è attribuita la diffusione e conoscenza della variante dell’omaha. Vinse 4 eventi alle World Series of Poker di fila a partire dal 1971, tutti nella specialità Limit Five-Card Stud e celebrò la mano inaugurale nelle pokerroom dei casinò Golden Nugget e Mirage. Diresse il Golden Nugget Casino dal giorno di apertura nel 1946 fino alla chiusura. E’ vissuto a Las Vegas, da giocatore professionista in pensione, fino alla sua morte avvenuta il 21 novembre del 1997 all’età di 91 anni.
T. “Blondie” Forbes, 1980
Fu un maestro delle partite di strada, capace di spostarsi di città in città dopo aver ripulito tutti i tavoli in cui giocava. “Blondie” Forbes fu il primo giocatore ad essere insignito del riconoscimento della Poker Hall of Fame dopo la sua nascita nel 1979 con i 7 membri iniziali. E’ deceduto.
Johnny Moss, 1979
Nato a Marshall nel Texas nel 1907, è stato un patriarca del gioco. È stato il primo vincitore delle World Series of Poker (1970), che ha in seguito vinto altre due volte (1971 e 1974). Le vincite complessive della sua carriera ammontano ad oltre un milione di dollari nei tornei ufficiali, e tra i suoi risultati più importanti spiccano i nove successi nei vari tornei delle Wsop. Nel 1979 è stato inserito nel Poker Hall of Fame. E’ vissuto a Las Vegas fino alla sua morte nel 1997.
Red Winn, 1979
Consciuto come un giocatore capace di primeggiare in qualsiasi variante, Red Wynn fu inserito nella Poker Hall of Fame nel 1979. E deceduto. Oggi un importante casinò e cardroom di Las Vegas, il Wynn, portano il suo nome.
Sid Wyman, 1979
Nonostante non abbia mai vinto le World Series of Poker, l’abilità nel gioco del texas hold’em di Sid Wyman e la sua capacità manageriale nel gestire numerosi casinò di Las Vegas, ne fanno un personaggio di grande rilevanza nel mondo del gioco. Nato nel Missouri nel 1910, fu un grande rounder. Proprietario dagli anni ‘50 ai ‘70 dei casinò Sands, Riviera, e del vecchio Dunes. Morì nel giugno del 1978 e i giochi si fermarono per due minuti nel casinò Dunes in sua commemorazione.
Alla sua morte il casinò Dunes fu rilevato da un avvocato, Morris Shenker, incapace di gestirlo che lo portò praticamente in bancarotta. Steve Wynn comprò la casa da gioco nel 1992 e dovette chiuderla 12 mesi dopo. Nel 1998, il Bellagio fu costruito al suo posto e il resort da 164 acri è tornato a splendere.
“Nick the Greek” Dandolos, 1979
Famoso per le sue scommesse astronomiche nei casinò di Las Vegas. Dopo aver vinto $500,000 in una corsa di cavalli, andò a Chicago dove perse tutto giocando a carte e dadi. Sul finire della carriera era quasi in rovina e giocava delle partite low-limit di poker in California. Quando gli chiesero come potesse aver giocato milioni di dollari un tempo e giocare poi con gettoni da appena $5, Dandolos rispose: “Hey, è sempre azione!”. Morì nel dicembre del 1966.
Edmond Hoyle, 1979
Per oltre due secoli, i giocatori di carte hanno usato l’espressione “secondo Hoyle”, che è diventata sinonimo di conformità alle regole. Nato intorno al 1672 in Inghilterra, Hoyle scrisse il suo primo libro, un piccolo trattato sul gioco del Whist, nel 1742. Il testo, un classico, fu utilizzato per dirimere controversie di gioco dalla London society. Hoyle morì nell’agosto 1769 all’età di 97 anni.
“Wild Bill” Hickok, 1979
James Butler “Wild Bill” Hickok, un giocatore e sceriffo del diciannovesimo secolo, fu ucciso durante una partita a poker. Hickok stava giocando a Deadwood nel territorio del Dakota. Era una località dove giocava spesso e vinceva. Era sempre seduto al tavolo da poker in un angolo, in modo da assicurarsi che nessuno potesse sorprenderlo alle spalle. Purtroppo quel giorno tutti i posti erano occupati e dovette sedersi di fronte ad una porta, ma dando le spalle ad un’altra. Fu da quella porta che Jack “Crooked Nose” McCall gli sparò alla nuca. Era il 2 agosto del 1876.
La leggenda vuole che quando morì aveva in mano una doppia coppia, Assi e Otto. Questa mano è oggi conosciuta come “la mano del morto”.
Felton “Corky” McCorquodale, 1979
Fu un rispettato no-limit gambler ed è la persona accreditata per aver portato la variante del poker Texas Hold’em, che tutti oggi conosciamo, a Las Vegas nel 1963. Dalla sua morte l’ hold’em è diventata la forma più popolare di gioco.












