Antonio Esfandiari arrivò negli Stati Uniti dall’Iran quando aveva solo 9 anni.
Era un prestigiatore professionista prima di giocare a poker a tempo pieno,e ritiene che la sua esperienza con l’illusionismo e la manipolazione delle carte abbia in qualche modo plasmato la sua carriera di giocatore professionista.
Dice lui stesso: “Tutti e due hanno a che fare con le carte. Non ho mai usato l’illusionismo per vincere a poker. In entrambi i campi devi interagire con le persone.
Come mago, ho imparato a valutare il comportamento umano, e cio’ aiuta molto quando cerchi di leggere gli altri giocatori .”
Un coinquilino lo introdusse a questo gioco, e sebbene perse il suo primo torneo, dopo aver letto alcuni libri di poker, vinse il suo secondo torneo.
Inizio’ quindi a giocare alcuni tavoli cash game ed in tre mesi trasformò la somma di 900$ in 20.000$.
Antonio passò al professionismo quando iniziò a guadagnare di più col poker che con gli spettacoli di magia.
Dalle sue dichiarazioni: ” Immagino io abbia trovato la “verità ” al tavolo di poker, una specie di “The Matrix”. Per me la verità era il poker!”.
Con l’avvento del World Poker Tour, Antonio iniziò a viaggiare seguendo le tappe del circuito.
In una di esse eliminò Phil Hellmuth, diventando così una celebrità .
Commentò così: “Hey! Questo è troppo forte! Devo ritornare in TV!”. Quindi, nel febbraio 2004, ha partecipato al tavolo finale in tv del WPT’s Commerce Casino, dove ha vinto 1.299.135$. Esfandiari è il più giovane ad aver mai vinto un premio da un milione di dollari in un torneo di poker, ed il piu’ giovane ad aver vinto una tappa del WPT in televisione.
Antonio ha alcuni consigli per coloro che aspirano a diventare dei nomi.
Lui considera la “focalizzazione” l’elemento principale nel gioco di un professionista.
“Molti giocatori sanno bene cosa dovrebbero fare per migliorarsi, ma semplicemente non lo fanno! Bisogna disciplinarsi!”.
Inoltre ha delle idee molto specifiche su come migliorare il proprio gioco: “Se non sei nel colpo, osserva attentamente gli altri mentre giocano!.”
“Gettare sempre via le proprie carte quando si ha la coscienza di essere battuti? Beh, questa è la più importante di tutte!. Nessuno sembra in grado di passare, anche quando sa di non poter vincere il colpo. Devono chiamare per poi mostrare quanta sfortuna hanno avuto. La cosa migliore che possiate fare è partecipare alla mia scuola di poker.” Fin troppe volte gli hanno domandato se abbia mai usato le sue abilità di prestidigitatore per barare a poker. “No!” e’ sempre stata invariabilmente la sua risposta. “Non tocco mai il mazzo di carte. Non ho interesse a barare, è molto più semplice per me, battere gli avversari direttamente.”













