La storia di Massimiliano Pescatori, in arte Max Pescatori, tra i tanti professionisti del poker, è sicuramente una di quelle più affascinanti. “The Italian Pirate” come è soprannominato nel circuito americano di poker, perchè usa una bandana con i colori della bandiera italiana, è ormai una vera istituzione negli States, pensate che la sua foto è sulla copertina del videogame ufficiale delle World Series of Poker (2005) e carattere speciale delle World Series of Poker Tournament of Circuit 2007. Max Pescatori è nato in provincia di Milano, nel 1971, da una famiglia non agiata e già da giovane lavorava come addetto alla vendita in un supermercato dell’hinterland di Milano. Ha effettuato il servizio militare nell’arma dei Carabinieri (e poi dicono che e’ un arma di stupidi…). Oltre a questo il Pesca scriveva recensioni di videogiochi per diverse rivista del settore.
Fin da piccolo mostra una predisposizione per il gioco delle carte vincendo numerose partite di ramino in occasione delle feste e arrivando secondo posto al primo torneo a scopa che partecipo’ all’eta’ di 11 anni suo padre Livio come socio .La passione del gioco è sempre stata innata in Massimiliano tanto da organizare spesso puntatine con gli amici al casino di Campione. La svolta inizia quando comincia a conoscere il Texas Hold’em, Max si appassiona anche alle tante varianti del poker all’americana e così dopo pochi mesi a Las Vegas, decide di non tornare più: dalla sera alla mattina decide di tentare la fortuna. Come nel poker… all in!Apriti cielo, la sua famiglia credette che fosse uscito di senno. Ma Massimiliano faceva sul serio e così presa la liquidazione al lavoro, vendette la sua Peugeot 106 e con i soldi accumulati ritorno’ nella Mecca del Poker.
Fu un vero salto nel vuoto per Pescatori, visto che non conosceva bene l’inglese. Inizialmente si pago’ la scuola per fare il croupier, anche per aver una maggiore conoscenza e comprendere probabilita’ di tutti i giochi. La sua intenzione era di eventualmente tornare in Italia ed andare a lavorare in un casino’ Italiano. Non ando’ cosi’. Il Croupier e’ un lavoro molto bello se uno e’ appassionato di giochi d’azzardo, ma subito dall’inizio, durante il tempo libero, Max inizio’ a giocare attività che fece per diversi anni prima di dedicarsi alle carte a tempo pieno. In Las Vegas dove i casino’ non chiudono mai c’e’ un grossi rischiò di bruciarsi al primo contatto col mondo dell’azzardo americano.Il vantaggio e’ che Max aveva molti anni di esperienza sia giocando a poker con amici, ma anche con l’ippodromo di Milano, con giocate sportive telefoniche, con scommesse a biliardo. Un vero e proprio “gambler” .In Vegas i primi passi li mosse al Seven Card Stud, ma dopo alcune sessioni, decise di fare un giro nelle card room del Texas Hold’em, notando come il gioco fosse più ricco dello Stud.
Durante quei tempi il limit hold’em era il 95% delle partite, e inizio’ cosi’ la sua avventura nei casino’ di Las Vegas. Appena dopo pochi mesi in Nevada, Max incontro’ Valter Farina, che proprio quella estate vinse il primo braccialetto delle WSOP mai conquistato da un italiano.Valter era proprietario di un ristorante di fronte all’appartamento occupato da Max, e i due “immigrati” diventarono amici. I risultati pero’ iniziarono ad arrivare, e Max trovo’ lavoro par-time e giocava nel tempo libero. Questa e’ una strada che Max, e Valter, consigliano a tutti i giocatori che vogliono prendere il poker sul serio. Uno dei fattori piu’ difficili per un novizio professionista e’ di giocare bene e mantenere la calma, quando sa che uno stipendio alla fine del mese non arriva. Cosi’ inizio’ la carriera e quasi subito i guadagni. Il lavoro divento’ sempre piu’ sporadico e nel 1999 Max divento’ ufficialmente professionista.
Una carriera promettente, ma sempre svolta a piccoli passi, nel 2002 nella poker room del Bellagio Max incontro’ Marco Traniello, un italiano di Gaeta che aveva sposato una pokerista americana Jennifer Harman. Questo fu un incontro decisivo, nella storia di Max, perche’ Jennifer gia’ allora giocava a limiti davvero proibitivi. Diventati amici, Jennifer faceva sedere Max dietro di lei, quando si cimentava nella partita mix 1000-2000 (si avete capito bene…).
Max era gia’ un piccolo professionista di successo, ma vedere all’opera una giocatrice, che poi si rivelo’ la migliore pokerista donna al mondo, apri’ il modo di pensare al milanese trapiantato a Vegas. In soli 6 mesi dall’incontro con Jennifer, Max Sali’ di limite diverse volte ed inizio’ a dominare la partita giornaliera del Bellagio limite 80-160.L’internet stava per scoppiare e nel 2002, dopo aver vinto un viaggio ad Aruba, Max inizio’ a giocare tornei (nuova svolta). All’inizio del 2003, alla prima vera e propria trasferta, Max conquisto’ due vittorie in tre giorni (impresa difficilissima per qualsiasi pro), battendo 226 e 148 giocatori in due giochi diversi Limit Hold’em e Omaha Hi-Lo. Era comunque ancora una parentesi, Max inizio’ a dedicarsi quasi esclusivamente a tornei nel 2004. Un’altra vittoria importante arrivo’ al Bycicle di Los Angeles contro oltre 550 giocatori, nel No Limit (gioco nuovo per Max).
A Las Vegas oltre all’internet, anche tornei televisivi (ed il NL) stavano esplodendo, e alla fine del 2004, si qualifico’ per 8 finali televisive (record del festival) per un programma chiamato Ultimate Poker Challenge (Facce da Poker…). L’ascesa di Max Pescatori nei tornei cominciò e per darsi anche un look facilmente riconoscibile, cominciò ad usare al tavolo una bandana con i colori della bandiera tricolore e subito fu tibattezzato il “pirata italiano”.Nel 2005, Max si dedico’ esclusivamente a tornei e in Atlantic City, incontro’ per la seconda volta uno dei rari professionisti italiani in giro per il mondo: Luca Pagano. Durante quel festival, Max conquisto’ il primo anello WSOP (circuito). Con frequenti tavoli finali, nelle 2005 WSOP Max arrivo’ al suo primo tavolo finale. Le WSOP sono i veri e proprio mondiali del poker, e il pirata italiano arrivo’ 6 volte nei soldi con miglior risultato un 5 posto.Dopo un fantastico autunno, con numerosissimi tavoli finali, all’ultimo torneo dal 2005 Max aveva la possibilita’ di diventare giocatore dell’anno finendo nei primi tre posti. Non ando’ cosi’, ma nelle classifiche mondiali di Cardplayer, il Pescatori fini’ il 2005 al nono posto. Davvero un risultato impressionante e prestigioso.Senza dubbio Max poteva essere soddisfatto dei risultati ottenuti, ma nell’estate del 2006, il pirata italiano si presento’ ai mondiali delle WSOP concentratissimo e pronto ad un grosso risultato.
Le WSOP ogni anno hanno un numero diverso di tornei mondiali, nel 2006 circa 40 tornei, con specialita’ e entrate diverse. All’evento n. 6 oltre 1900 giocatori erano iscritti e con solo 100 rimasti alla fine del primo giorno, il Pescatori era in testa. Ottime prospettive, pero’ purtroppo, il secondo giorno non si rivelo’ fortunato e Max fini’ 21mo eliminato proprio dal futuro vincitore, Mark Vos. Comunque un ottimo risultato, anche grazie alla nazionale di calcio che continuava a vincere, Max solo una settimana dopo entro’ l’evento n.13 anche questo di No Limit Hold’em. Nel frattempo l’Italia gioco’ la semifinale e si qualifico’ per la sfida finale con la Francia. Il Pescatori ancora in modo impressionante, si impose con la sua esperienza e ottime giocate, arrivo’ al tavolo finale (ultimi 9 su 1290 partecipanti). Proprio la mattina della finale, l’Italia era una partita dal campionato del mondo. Accoppiata vincente? Sempre proprio un film non la realtà’. Un problema c’era, il tavolo finale era 15 minuti dopo la partita, con quale umore Max sarebbe arrivato se l’Italia avesse perso? Dopo 120 minuti e 5 rigori segnati di fila, l’Italia era Campione del Mondo, ora spettava a Max.Obbiettivo possibile, ma erano sempre 9 i giocatori rimasti. Il destino era ora mai segnato, il Pirata Italiano con il tavolo finale piu’ veloce delle 2006 WSOP conquisto’ il prestigiosissimo braccialetto (piu’ un bel po’ di soldi) battendo 1290 entranti lo stesso giorno della vittoria della Nazionale. Un film nel futuro di questa incredibile storia?













