Rounders (Il Giocatore)
Regia: John Dahl
Attori: Matt Damon; John Turturro; John Malkovich; Edward Norton; Martin Landau; Famke Janssen
Anno: 1998
Il genio ribelle ha abbandonato i calcoli esponenziali e trigonometrici e si è seduto al tavolo da gioco: Will Hunting è diventato Mike McDermott, giovanotto ambizioso ed intelligente in bilico tra la passione bruciante per il poker (del tipo più pericoloso, lui non gioca per i soldi, ma per raggiungere i massimi livelli, diventare il campione mondiale) e la carriera di avvocato. E’ lui stesso ad introdurci ed a condurci nel suo mondo (il protagonista è infatti anche il narratore), fatto di sfide impossibili, amici incapaci di giocare in modo pulito, gentaglia disposta a distruggerti per recupare un credito ma anche di amici che si offrono senza nulla chiedere in cambio e professori disposti a rimetterci in prima persona pur di sostenere dei ragazzi in cui credono.
Di tavolo in tavolo, Mike – Matt Damon (preso d’assalto alla conferenza stampa tenutasi il 5 settembre presso la Sala Stampa dell’Hotel Excelsior) riuscirà a confrontarsi con il nemico di sempre, uno strozzino di origine russa soprannominato KGB (John Malkovich), ed a crescere, nonostante tutto: foss’anche solo per imparare attravero le parole di un anziano professore (e poi, sulla sua pelle) che non si può fuggire dalla propria natura.
Un cast stellare per il primo film americano in concorso alla 55a Mostra del cinema di Venezia, dove come al solito si fa notare in modo prepotente John Turturro (qui in un ruolo più impegnativo del cameo regalatoci dal film di Spike Lee), e dove Matt Damon si conferma uno degli attori più promettenti del cinema americano: un sorriso disarmante ed una presenza scenica notevole per quello che è considerato a tutti gli effetti l’anti-Di Caprio. Perfettamente a suo agio sia nella parte dell’orfano disattato che in quella del soldatino sperduto che in quella del giocatore d’azzardo più accanito.
Un film decisamente ben fatto, divertente ed interessante, avulso da qualsiasi tipo di morale, e sì che il contesto sembrerebbe offrirne a non finire. E, allo stesso tempo, una bella panoramica, davvero a tutto tondo, sul mondo dei bassifondi statunitensi.
Regalo di Natale
Regia: Pupi Avati
Attori: Carlo Delle Piane; Diego Abatantuono; Alessandro Haber; Gianni Cavina; George Eastman; Gianna Piaz
Anno: 1986
Bologna. Vigilia di Natale. Un uomo, Antonio Santelia, cena in un ristorante, lasciandosi distrarre dalla presenza di una donna. Franco, proprietario di un cinema a Milano, esce di casa dopo aver fatto l’amore con la sua donna. Ugo, venditore televisivo, festeggia il Natale registrando la trasmissione e lasciando a casa la famiglia. Tutti si ritrovano a casa di un’amica di Stefano, un altro contattato per la serata, ed alla quale si aggiunge Lele. A parte Santelia, sono tutti e quattro amici d’infanzia e tutti e cinque sono in quella casa per giocare una partita a poker.
Sul tavolo verde calano i ricordi degli uomini, le loro preoccupazioni e paure, i rimorsi di qualcosa che non si è ancora assopito. Sebbene infine, l’idea era sembrata quella di spennare l’industriale Santelia, alla fine si è trattato di un raggiro nei confronti di Franco, che perde tutto, compreso il cinema. Una delle pellicole migliori di Pupi Avanti, che esce con questo film definitivamente dal cinema di genere per entrare in un cinema di maggiori contenuti ed impegno. Il regalo di Natale altro non è che una perfetta metafora dell’amaro impacchettato come fosse un dolce, servito sul tavolo verde, dove gli amici non dovrebbero mai sedersi.
E questi quattro amici, sono quattro persone in declino, strozzate da una condizione triste, economicamente in bilico, che li porta a massacrarsi l’un l’altro. È il canto del cigno dell’atteggiamento borghese, fatto di apparenze (la lussuosa villa; l’imprenditore truffatore) e soprattutto di grossi bluff. L’amicizia secondo Avati è qualcosa che con l’età diminuisce, si spegne, ti si rivolta contro. Nessun perdono, al massimo una possibilità, quella di non vedere l’ultima mano che umilia chi già sta perdendo. Ma anche questa possibilità in fondo, altro non è che una trappola tesa al più debole, colui che passa per il più forte.
Dosaggio della tensione (si tratta in fondo di una partita a poker) calibrato e costruito in crescendo, distillato in momenti topici, e accresciuto da flashback e parallelismi che aumentano lo spessore dei protagonisti e arricchiscono la storia. Personaggi perfetti e attori contenuti, mai sopra le righe (Coppa Volpi per il miglior attore al superbo Carlo Delle Piane) avvolti dalle leggere musiche di Ritz Ortolani. Una notte tra amici che si trasforma in un nido di serpi, un incubo fratricida che non si risparmia nemmeno a Natale. È una delle prime apparizioni di Abatantuono fuori anche lui dalla cerchia di film minori. Giovanni Bruzzi ha fatto da consulente per i ciak che riguardavano le giocate
La rivincita di Natale
Regia: Pupi Avati
Attori: Diego Abatantuono; Alessandro Haber; Gianni Cavina; Carlo Delle Piane; George Eastman; Nino Fuscagni
Anno: 2003
Il tavolo verde di Avati si accende ancora e riluce degli sguardi di cinque personaggi in cerca di sé stessi e di un momento che per tutti, vincente o perdente, si imprime in una vita che non sempre è quella che sembra, e, molto frequentemente, rappresenta una dura realtà. Franco, 18 anni dopo una sconfitta in una partita a carte che lo ha segnato (anche economicamente), cerca i suoi “compagni di ventura” per giocare una rivincita su molti fronti. Lele, critico cinematografico malato di cancro, Ugo, conduttore televisivo, Stefano, proprietario del “luogo del delitto”, l’avvocato Santelia.
I protagonisti fra giochi delle parti si presentano nuovamente a rivivere quell’attimo che li mette a confronto in valore assoluto, senza considerare la loro condizione di vita attuale. La tensione della vecchia amicizia è ora dentro il mazzo di carte, che legge e mette a confronto ancora una volta l’anima e il cuore di chi è coinvolto. Il regista mette in scena gli uomini ancor prima dei luoghi, e li innalza alla magia del cinema. Le interpretazioni superlative e i tempi drammatici costruiscono un’opera “da camera” perfetta in ogni dettaglio. Quando il cinema italiano è realtà a ventiquattro fotogrammi al secondo.
Cincinnati Kid
Regia: Norman Jewison
Attori: Steve McQueen; Edward G. Robinson; Ann-Margret; Karl Malden; Tuesday Weld; Rip Torn
Anno: 1965
New Orleans, 1936. Giovanotto cinico e astuto è ritenuto il più bravo giocatore di poker scoperto, fin quando arriva il vecchio Lancey. Sfida inevitabile. Vanta la più famosa partita a poker del cinema americano. Ottima ricostruzione ambientale, apprezzabile gusto per i dettagli, duetto impagabile tra S. McQueen e E.G. Robinson, attorniati da coloriti caratteristi.
All’origine c’è un romanzo di Richard Jessup, sceneggiato da Ring Lardner Jr. e Terry Southern. Le riprese furono cominciate da Sam Peckinpah.
Havana
Regia: Sydney Pollack
Attori: Alan Arkin; Raul Julia; Lena Olin; Robert Redford; Tomas Milian; Mark Rydell
Anno: 1990
Cuba 1958. Negli ultimi giorni della feroce dittatura di Fulgencio Batista un giocatore professionista di poker s’innamora della moglie di uno dei capi della resistenza ma poi, dopo il trionfo di Castro, la lascia ai suoi ideali e al marito. Superficialmente paragonato a Casablanca, è un film la cui storia non funziona perché non funzionano i personaggi e i loro rapporti.
Redford ha charme ma non tiene più come una volta i primi piani. Soprattutto il personaggio della svedese Olin non è credibile: che una donna che ama il marito e ne condivide le idee s’innamori di un Principe Azzurro in transito passi, ma che – politicamente impegnata e capace di resistere alle torture degli sgherri di Batista – sia poi pronta a lasciare Cuba con l’amante proprio al momento della vittoria di Castro è un po’ troppo.
La mano di Pollack qua e là si sente, ma i 40 milioni di dollari spesi pesano.
Poker di sangue (Five Card Stud)
Regia: Henry Hathaway
Attori: Dean Martin; Robert Mitchum; Inger Stevens; Roddy McDowall; Katherine Justice
Anno: 1968
Cuba 1958. Negli ultimi giorni della feroce dittatura di Fulgencio Batista un giocatore professionista di poker s’innamora della moglie di uno dei capi della resistenza ma poi, dopo il trionfo di Castro, la lascia ai suoi ideali e al marito.
Superficialmente paragonato a Casablanca, è un film la cui storia non funziona perché non funzionano i personaggi e i loro rapporti. Redford ha charme ma non tiene più come una volta i primi piani.
Soprattutto il personaggio della svedese Olin non è credibile: che una donna che ama il marito e ne condivide le idee s’innamori di un Principe Azzurro in transito passi, ma che – politicamente impegnata e capace di resistere alle torture degli sgherri di Batista – sia poi pronta a lasciare Cuba con l’amante proprio al momento della vittoria di Castro è un po’ troppo. La mano di Pollack qua e là si sente, ma i 40 milioni di dollari spesi pesano.
Maverick
Regia: Richard Donner
Attori: Mel Gibson; Jodie Foster; James Garner; James Coburn; Alfred Molina; Graham Greene; Dan Hedaya
Anno: 1994
Disavventure di Bret Maverick, simpatico imbroglione, elegante e arguto parassita alle prese con una gara di poker a eliminazione e con l’affascinante Annabelle, spregiudicata e rapace fanciulla del Sud.
Ispirato a una popolare serie TV (1957-61) che diede fama e florido conto in banca a J. Garner (qui nella parte di Zane Cooper, giocatore professionista), è un allegro ballo di imbroglioni che conferma un’antica regola del cinema hollywoodiano sull’estrema difficoltà di mettere il western in parodia. Megaproduzione (65 miliardi di lire con M. Gibson in veste anche di coproduttore), un cast di prim’ordine, poche idee.
Maverick è un americanismo che nell’Ottocento indicava la bestia non marchiata a fuoco e, più avanti, chi non voleva affiliarsi a un partito regolare.
La Stangata (The Sting)
Regia: George Roy Hill
Attori: Paul Newman; Robert Redford; Robert Shaw; Charles Durning; Ray Walston; Eileen Brennan; Harold Gould; Dana Elcar; Jack Kehoe; Dimitra Arliss
Anno: 1973
Negli anni Trenta due abili imbroglioni riescono, con una partita a poker truccata e con una girandola di trovate esilaranti, a truffare una grossa somma di danaro a un terribile gangster di Chicago.
La truffa colossale è anche e soprattutto l’occasione per vendicare una morte di un comune amico. Idealismo, abilità e guasconate costituiscono l’esplosiva miscela di questo soggetto condotto magistralmente da Hill che vi schiera la stessa squadra del fortunato Butch Cassidy e soprattutto si affida al ragtime di Scott Joplin riarrangiato da Marvin Hamlish. La colonna sonora crea un’atmosfera unica e irrepetibile.
Il film fece incetta di premi Oscar e sbancò al botteghino.
Asso
Regia: Franco Castellano; Pipolo
Attori: Adriano Celentano; Edwige Fenech; Renato Salvatori; Sylva Koscina
Anno: 1981
Il famoso giocatore incallito Asso si sposa e promette alla moglie che comincerà una nuova e più tranquilla vita da impiegato.
Ma la prima notte di nozze, non resistendo al richiamo… … di una partita col grande giocatore di poker “Marsigliese”, esce di casa e si dirige al bar per l’ultima giocata concessagli dalla moglie. Tornando a casa con una valigia piena di soldi vinti, incontra il suo amico “Sicario” che è stato assoldato proprio per uccidere lui da parte di “Bretella”, un amico invidioso del suo successo sfacciato al gioco e con le donne. Tornato dall’aldilà sotto forma di spettro, Asso si assume l’incarico di trovare un nuovo marito più appropriato per la sua giovane vedova Silvia, che però non ne vuole sapere.
Casino Royale
Regia: Martin Campbell
Attori: Daniel Craig; Eva Green; Mads Mikkelsen; Judi Dench; Jeffrey Wright; Giancarlo Giannini; Caterina Murino
Anno: 2006
James Bond è ancora privo della licenza di uccidere, ma non per questo meno pericoloso. Due omicidi da professionista in rapida successione gli valgono la promozione al rango di “00″. Nella sua prima missione, il neoagente 007 viene inviato da M, capo dei servizi segreti britannici, in Madagascar, alle Bahamas e infine in Montenegro.
Qui Bond deve vedersela con Le Chiffre, uno spregiudicato banchiere minacciato dalle organizzazioni terroristiche che finanzia. Nel tentativo di raccogliere i fondi di cui ha bisogno, Le Chiffre organizza una partita di poker con una posta molto alta al Casino Royale.
M incarica l’avvenente agente del Tesoro Vesper Lynd di tenere d’occhio Bond. Sulle prime scettico circa il contributo di Vesper alla missione, Bond vede crescere il proprio interesse nei confronti della sua partner man mano che insieme affrontano i pericoli. Messo a dura prova insieme alla compagna dall’astuzia e dalla crudeltà di Le Chiffre, Bond impara la lezione più importante: mai fidarsi di nessuno.
Lucky You – Le Regole del Gioco
Regia: Curtis Hanson
Attori: Eric Bana, Drew Barrymore, Robert Duvall
Anno: 2006
Lucky You racconta la storia di un giocatore professionista di poker, Huck Cheever. e dell’incontro con suo padre, fino a quel momento allontanato dopo l’abbandono della madre, al Campionato Mondiale di Poker di Las Vegas.
Eric Bana è Huck ed è molto abile nel tracciare il profilo del giocatore, soprattutto al tavolo verde quando, di fronte al padre (Robert Duvall), perde le staffe e la faccia da poker.
Sullo sfondo una Las Vegas sfavillante ma torbida e il rapporto turbolento di Huck con una giovane cantante alla ricerca del successo, presenta decine di vere icone del poker, insieme alle star del film, in sequenze che catturano l’eccitazione e il dramma di questo gioco d’azzardo













